<<   N. 1508 quater   >>

★ Carrarino, Antonio [?-1622]. Delle pestilenze// et prodigii che sono stati// in Italia auanti N.S. è [sic] doppo [sic].// Incominciando dall’Anni del Mondo// 4463. Fino à quest’anno di nostra salute 1591. Essendo corsi// anni del mondo 6791.//Raccolte per M. Antonio Carrarino Oruetano. In Orvieto,// per Antonio Colaldi. Con licenza de’ Superiuri [sic]. MDXCI (1591).

In 4° (20 cm), A4, cc. [4]. Incisione xilografica al frontespizio (un astrologo regge il compasso e altro strumento). 1 capilettera in A1 verso e altro in A2 recto. Dedica a Valerio Viparesco senza luogo né data.

Il tema di questa plaquette, come espresso dal titolo, è la peste e con essa più in generale le epidemie. Carrarino nelle prime carte fa una ricostruzione molto sintetica dei casi verificatisi dall’antichità fino ai suoi giorni, che calcola esser stati 43; nella seconda parte associa quei casi a eventi fuori del normale (un serpente scese giù serpendo [sic] da una colonna di legno; figure di fuoco apparuero nell’aere; grandissimi terremoti; un’eclissi di Sole; un diluvio in Lombardia; l’apparizione in cielo di una stella; l’apparizione di una cometa nel 1575 [rammento che si trattò invece di una nova]). Conclude che la peste ha le sue cause per così dire terrene, ma gli influssi celesti sono le cause seconde.

Esemplari: Bibl. Civica Romolo Spezioli Fermo; Bibl. Naz. Centrale Firenze.

★ Non c’entra nulla con l’astrologia, ma è interessante l’altra plaquette che Carrarino scrisse, per lo stesso editore, nello stesso anno 1591. Ha il seguente titolo: Breve Discorso// sopra l'andamento delle// Quattro stagioni dell'Anno.// Per il qvale si approvano le infirmità// di quest'Anno 1591. & serue per predire l'infirmità// de gl'Anni futuri de Anno in Anno.// Et Regole da tenersi nell'Anni cattiui e pestilentiali,// per M. Antonio Carrarino Oruetano (in 4°, A4, cc. [4]). E’ posseduta dalla Bibl. Naz. Centrale di Firenze e dalla BNF. Merita un breve commento. Plaquette iatromatematica, scritta, come quella oggetto della scheda n. 1508 bis, con uno stile moderno: mi domando in effetti come il modo di scrivere particolarmente sciolto di Carrarino fosse considerato nel XVI secolo: non avrò mai risposta al quesito. Carrarino sostiene che l’aria che respiriamo è responsabile della nostra salute molto di più di quello che mangiamo e beviamo. E l’aere cattivo è causa di pestilenza. Quest’ultima, avverte, è segnalata dalla comparsa di un numero elevato di rane grigie: è un segnale importante, perché questi animali vanno dove c’è humidità venenosa, ulteriore concausa della pestilenza in quanto generatrice di putrefazione. Un ulteriore suggerimento per fuggire la peste quando l’aria è cattiva e umida è osservare il riposo, cioè respirare il meno possibile.