<<   N. 1682 bis   >>

★ Cigala Statella, Giuseppe [XVII secolo]. Dodeci discorsi sacri dell’Illvstr.mo e Rev.Mo Sig. D. Gioseppe Cigala e Statella Arcivescovo di Messsina prima Vescovo di Mazzara. De Chierici Regolari. Predicatore di Sua Cattolica Maestà, Qualificatore nel Consiglietto della Giunta della Suprema Inquisitione. Dedicati alla Sacratissima Vergine del Letterio, Patrona, & Protettrice di questa Nobile Città : li cui primi sei sono sù la begninissima Lettera scrittale da sì alta Signora ; e da lui predicati nel Quaresimale, che fece in S. Maria, l’anno 1654 su gli Euangelij ne’ Sabbati correnti. In Messina, nella Stamperia di Vincenzo d’Amico, per Matteo la Rocca. 1683. Con licenza de’ Superiori.

In 4° (19.7 cm), [ ]2 A-Z46; A-G4 H6 I-T4 V2, cc. [2], pp. 195 [1 bianca]; pp. 162. Le ultime 2 pagine sono numerate 61 e 62. Marca (?) tipografica al frontespizio. Note a stampa al margine. Capilettera xilografici. Testatine e fregi di chiusura nella sola seconda parte. Errata in V2 recto e verso della seconda parte. La dedica è senza data né luogo.

Opera di religione straordinariamente povera di interesse, che però riserva una sorpresa alle pagine 25-53 della prima parte. Cigala (o Cicala) infatti, traendo spunto dal concetto di Santità dei (e nei) Cieli, utilizza terminologia tipicamente astrologica. Per esempio, quando a pagina 30 vuol riferirsi al cielo stellato, usa l’espressione di “Figura astrologica”, che in realtà indica un oroscopo e non certo la Santità. Ancora: a pagina 39 parla della Coda del Dragone, punto immaginario proprio dell’astrologia ([…] che gli Astrologi ne i Poli immaginarij della Luna si prefiggono […]). Cigala usa insomma il linguaggio astrologico per fini del tutto diversi da quelli “normali”; sa però abbastanza per non scrivere cose troppo sbagliate (ad esempio: Una Luna benigna, nel segno di Cancro esaltata: non è esaltazione, bensì domicilio, ma pazienza). L’espediente letterario si coglie infine con chiarezza a pagina 48, dove si legge quel che segue: Venite quaeso Astrologi, e senza stancare gli occhi su l’Effemeridi, e gir incontro all’ombre della Morte con lo studio delle lunghe notti; ed in quelle due sole prime parole; Maria Virgo: ritrouarete le Direttioni, ed esaltationi di tutti i Pianeti, e Poli immaginarij della Luna, e tutte l’influenze benigne delle Stelle con S. Germano […] Distinguerete le case, ed i Trigoni fortunati con S. Tomaso Valentiano […]. Nel suo genere, in conclusione, questa parte del testo (solo questa!) ha un certo interesse, superiore certamente a quello che suscitano opere religiose quali lo Zodiacus Christianus di Drexel (scheda n. 2253) e le opere simili a questa di Serafino Montorio, Francesco Ambrosio Maia, Giovanni Ambrogio Da San Carlo, Philippe Van der Beken, nonché l’anonima Zodiacus illustrium ecclesiae siderum.

Esemplari: Bibl. Regionale Universitaria Messina (3); Bibl. Regione siciliana Alberto Bombace, Palermo; Bibl. Com. Pietro de Nava, Reggio Calabria; Bibl. Com. G. d’Albergo, palazzolo Acreide (Siracusa); Bibl. Prov. Cappuccini Siracusa; Bibl. Com. Vito Carvini, Erice; Provincia d’Italia della Compagnia di Gesù, Roma; Bibl. Naz. Repubblica Ceca.