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★ Dell'Arpe, Malachia [XVII secolo]. Lettera del Sig. Malachia dell’Arpe scritta al Sig. Adamo Cenospide in ragguaglio del Celeste Portento vedutosi in Toscana la notte de’ 31. di Marzo del presente Anno 1676. [In fine: Di Firenze li 9. Aprile 1676. In Firenze, et in Milano. M.DC.LXXVI (1676). Nella R.D.C., per Marc'Antonio Pandolfo Malatesta Stampator R.C. Con licenza de’ Superiori.

In 4° (20.2 cm), senza segnatura, cc. [2]. Incisione d'una cometa in calce al recto della prima carta. 1 capilettera xilografico al recto della carta [1].

Plaquette sconosciuta a ogni fonte consultata e di schietto contenuto astrologico, stampata in due edizioni, che differiscono per le caratteristiche grafiche dell'incisione della cometa al recto della prima carta (vedi foto). L’Autore riferisce di un fenomeno visto nel Cielo di Toscana nel marzo 1676, cui sono state date diverse interpretazioni, poiché alcuni l’anno [sic] stimata cosa artificiale dandosi ad intendere, che fosse qualche Bomba, o altro fuoco lauorato atto nelle tenebre ad illuminare l’aria, altri per il contrario credonlo effetto naturale, ma prodigioso, a chi si è figurato di auer veduto vn Drago volante, che vomitasse fiamme, e si bilaffe [sic]; chi vna Traue infocata, chi vna cometta, come dicono, furiera, chi vna Claua di fuoco […]. Fenomeno dunque simile ad altri del passato, quale il grandissimo Razzo di fuoco del 22 maggio 1325. Sembra comunque che l’Autore propenda per l’identificazione del fuoco in una Cometa, cui attribuisce natura marziana (Questa face ardente è una impressione furiosa, & ignea del tutto sottoposta a Marte), con ogni conseguenza negativa sul piano della salute pubblica e della pace. In realtà, Dell’Arpe si sbagliò, perché in quell’anno nessuna Cometa risulta si sia fatta viva in Cielo: se, allora, la fiamma vista da tante persone non era un drago volante, chissà non fosse un UFO!