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Forte, Angelo (de) [XVI secolo]. Incomincia lo libro nominato Lunaccione qual// fa adsapere la coniunctione: appositione: quadre// & intermedij: de la luna: solamente guardãdola:// senza libro o uero figuratiõe alcuna: cosa molto// facile ad intêdere da qual se voglia persona. An//chora vi insegna molte gentilezze & secreti natu//rali secondo lo corso de essa luna: si nelli delitiosi// orti: come nelli virenti & fructiferi giardini & vi//gne & nelli armenti ancora de li audi pastori: fin// come appare nelle loro p[ro]prie tabule capitulare,// cosa molto fructuosa: Iuuattiua [sic] e profiuca. [sic] Cõ//posto per lo excellêtissimo doctore de le ar//te & medico [l]aureato; misser Angelo// de fortibus ad vtilita & piacere// de lo humano & commu//ne vso. Sine notis [prima metà del XVI secolo].

In 8° (16 cm), A-D4, cc. [15] [1 bianca]. Il verso di D3 è bianco. Carattere gotico. Il testo è preceduto da uno strambotto - lettera ad lectorem di Francesco Spinelli.

Esemplari: Bibl. Prov. Scipione e Giulio Capone, Avellino.