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“M.H.R.B.” (Halley, Henry) [1665-1755]. Le flambeau astronomique ou calendrier royal de l'année mil sept cens vingt-trois. Pour la connoissance des Temps. Où l’on trouvera un abregé de ce qui arrivera de plus considerable dans le mouvement des astres. Le tout calculé pour l’elevation & le meridien de Rouën. Lat. 49 deg. 27 min. longit. 18 deg. 45 min. [...] par M.H.R.B. A Rouen, chez Philippe Pierre Cabut, ruë du Bec, proche la Messagerie de Paris [1723].

In 12° (13 cm), A-S6; a-g6, pp. 214, cc. [1]; pp. 84. La carta S6 è bianca; le pp. 59, 139 e 211 sono erroneamente numerate 61, 13 e 111.

Descrivo quest’opera in questa sola tra le numerose edizioni che ha avuto (dal 1712 al 1745) a titolo di esempio necessariamente, a causa della estrema povertà delle descrizioni delle biblioteche francesi, che ne posseggono varie annate (vedi in calce).

Esemplari: Museum of the history of science, Oxford.

La Bibl. Mun. Rouen possiede anche le edizioni degli anni 1716, 1717, 1718, 1721, 1725, 1726, 1728, 1734, 1737, 1738. La Manchester University possiede l’edizione del 1743, in 12° (15 cm), pp. 244. La Harvard University, Medical School, Countway Library, possiede l'edizione del 1729 (A Rouen, chez Philippe Cabut, in 12°, 15 cm, pp. 216 [i.e. 218]). Altri esemplari sono in possesso della BNF e della University of Texas, Austin, che non ne indicano tuttavia le date di pubblicazione. Infine, altra uscita, relativa al 1739, si trova(va), al gennaio 2019, in possesso della libreria antiquaria Bertran di Rouen: ha caratteristiche simili all’edizione del 1723, descritta sopra, ma 262 pagine e lo stesso stampatore.

★ Infine, altra uscita, relativa al 1739, si trova(va), al gennaio 2019, in possesso della libreria antiquaria Bertran di Rouen: ha caratteristiche simili all’edizione del 1723, descritta sopra, e lo stesso stampatore. L’almanacco è in 12° (14.1 cm), A-Y6, pp. 262, cc. [1], bianche la pagina 2 e il verso di Y6. Incisioni che riproducono 2 eclissi nel testo alle pagine 20 e 22. Testo inquadrato. Ho avuto modo di vedere questa edizione e ho così accertato che, fatta eccezione per la riproduzione dei simboli dei Pianeti e dei Simboli, nonché per l’elencazione dei quattro Aspetti principali, non c’è altra traccia che evochi la disciplina astrologica, probabilmente persasi nel tempo, dalla prima edizione del 1712 in avanti.

Bibliografia: CATAF (per le edizioni degli anni 1712, 1719, 1720, 1723, 1728); Dorbon 1661 (per l’edizione del 1719, A Rouen, chez Philippe Pierre Cabut, in 12°, come opera anonima).