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★ Moult, Thomas-Joseph [1272?-1337?]. Prophéties perpétuelles très-curieuses et trés certaines de Thomas-Joseph Moult, Natif de Naples, Astronome et Philosophe, Traduit de l’Italien en François. Qui auront cours pour l’an 1269. & qui dureront jusq’a la fin des Siècles. Faites à Saint Denis en France, l’An de Notre Segnieur 1268. du Regne de Louis IX. Le quarante-deuxiéme. A Paris, chez Prault père, Quay de Gêvres, au Paradis, M.DCCXLI (1741). Avec approbation et privilege du Roy.

In 8° (17.1 cm) A8 B4 C8 D4 E8 F4 G8 H4, pp. 95 [1]. Le profezie cominciano nel 1269 e terminano nel 2024. Approbation data a Parigi il 13 gennaio 1740 (ultima pagina).

Esemplari: BNF (3); Bibl. Interuniversitaire Sainte Geneviève, Paris; Bibl. municipale Dijon; Bibl. municipale d’études et de conservation, Besançon; Bibl. municipale Lyon (2); Bibl. municipale Versailles (2); Bibl. municipale Angers; Bibl. municipale d’études et d’information, Grenoble; Kungl. Biblioteket Stockholm; Wellcome Library; British Library; Staatsbibliothek Berlin; Library of Congress; New York Public Library; Cleveland Public Library; Brigham Young University Library; UCLA Library, Los Angeles; University of Nebraska, Lincoln; The National Library of the Medicine of the USA; Harvard University, Houghton Library; Princeton University; University of Alberta, Cameron Library, Canada (2).

Bibliografia: Caillet III 7830; Dorbon 3191-2; Houzeau-Lancaster 4144.

E’ pressoché impossibile determinare di quale edizione si tratti e di quante ve ne siano state in effetti. Il napoletano (?) “Thomas Moult” è certamente esistito e ha scritto le sue profezie anticamente, ma dubito nell’anno 1268, come invece figura nel testo descritto in questa scheda e nelle altre edizioni che ho visto (“Faite à Saint-Denys en France 1268”). Queste profezie, divise in gruppi di 9 anni, hanno rapporto debolissimo con l’astrologia e a me pare che il loro successo debba attribuirsi al fatto che esse si proiettano fino al 2024, data lontanissima rispetto ai tempi in cui, manoscritta, quest’opera circolava tra la gente (ne venne in possesso, pare, anche Nostradamus). Quanto al momento in cui qualche editore decise di stamparle, è assai difficile aver certezze. Generalmente, ma non sempre, l’edizione del 1740 viene indicata come la prima a stampa, ma pare a me cosa discutibile. Molte edizioni sono infatti prive di data ed è dunque arbitrario affermare che nessuna di esse anticipa quella del 1740.

★ Un’edizione che ho visto e che reca apparentemente la data del 1628, il cui frontespizio è riprodotto sul sito http://www.bibliorare.com/religion_et_litterature_2.htm, è in realtà stata stampata nella seconda metà del XVIII secolo. Ne do di seguito la descrizione: [All’occhietto: Prophéties de Thomas-Joseph Moult]. Prophéties perpétuelles très-anciennes & trés certaines de Thomas-Joseph Moult, Natif de Naples, Grand Astronome & Philosophe, Ces Prophéties si curieuses, si rares, si recherchées, & si utiles au Public, principalement aux Laboureurs, Vignerons, Jardiniers & à ceux qui commercent en Grains & Vins, ont commencé en 1560, & dureront à jamais. Elles furent traduites de l’Italien en François, avec grande exactitude, environ 300 ans après & verifiées par le fameux Nostradamus, Prophete Philodophe. Reimprimés puor la présente année, & de nouveau calculés, examinées & supputées par les plus fameux Astronomes de ce siécle. Sine notis (ma XVIII secolo] [A pagina 65, segnata 56: Fait à Saint-Denis en France, l’an de notre Seigneur 1628; & du Régne de Louis IX, notre très-pacifique Roi, le quarante-deuxième, par moi Thomas Joseph Moult, Astronome & Philosophe, natif de Naples], in 8°, 16.4 cm [ ]1 A-C8 D9, pp. 66. Incisioni a piena pagina alle pagine 2 (una figura dalla cui bocca esce “Almanach burlesque”: denominazione che corrisponde al titolo dell’almanacco descritto nella scheda n. 204 bis), 4 (ritratto di Nostradamus), 5 (ritratto di Moult), 66 (zodiaco). Incisione di un Globo all’occhietto e di un Sole al titolo. La sola traccia che ho trovato di questa edizione è quella del sito di cui sopra ho detto. A quanto pare, la storia (o la leggenda) dice che la prima diffusione a stampa di quest’opera sembra risalire al 1560, dunque a soli 2 anni dopo la pubblicazione delle prime Centurie di Nostradamus. Edizione a stampa, ho detto, ma è certo che prima di allora le profezie di Thomas Moult circolavano manoscritte da almeno un paio di secoli e non è escluso che Nostradamus non si sia limitato a vederle, ma ne abbia anche tratto spunto: ciò è tanto vero che nell’edizione appena descritta si attribuisce proprio a Nostradamus un’attività di revisione.

★ Non ho visto l’edizione del 1560, ma visto un facsimile del 1917 tirato in soli 100 esemplari (Très curieuses prophéties de Thomas-Joseph Moult sue les événements contemporains. Riédition de son livre imprimé en 1560, à Naples, Auxerre, Imprimerie Gallot), nel quale si garantisce che l’edizione (quale edizione?) è riprodotta fedelmente. E’ facsimilato anche il ritratto di Moult, in calce al quale si legge: “Né a Naples vers 1520”, in un’epoca, dunque, molto più tarda di quella identificata da altre fonti e ricavata dalla data d’inizio delle profezie (il 1269). Nel facsimile del 1917 le profezie sono divise in 2 parti (2 libri): la prima attiene a quelle dal 1560 al 1811 e le profezie sono divise in générales (il clima e i raccolti) e in particulières (politica e guerre) e, riferite a blocchi di 9 anni non consecutivi, tra il XVI e il XIX secolo; la seconda, con la stessa suddivisione interna, a quelle relative ai secoli dal XIX al XXI, e più precisamente dal 1812 al 2063 (anche questa data è diversa da quella dell’edizione del 1741, che ho descritto: là le profezie si arrestano al 2024). Solo per la cronaca osservo che per il 1941 Moult prevede: “Plusieurs Princes et Etats se coaliseront contre une Nation puissante, et lui feront la guerre. Trobles dans différentes parties du globe”, ma prevede anni felici nel 1915 e nel 1943, una pace importante nel 1945 (ma anche nel 1917) e grandi cambiamenti in Europa nel 1946. Il titolo dell’opera del 1560, se l’editore del 1917 l’ha davvero riprodotto fedelmente, è sostanzialmente identico a quello delle edizioni più tarde: Propheties// Perpetuelles// de Thomas-Joseph Moult// Natif de Naples, Astronome et philosophe.

In questa situazione, ho infine deciso di indicare (traendole prevalentemente dalle biblioteche francesi) alcune edizioni di questo testo, senza l’impossibile pretesa di completezza.

E dunque:

1628, Lyon (?), con il titolo Prophéties perpétuelles très-curieuses et trés certaines de Thomas-Joseph Moult, Natif de Naples […], edizione citata sopra, nel commento;

1740, Paris, Jean-François Bellamy, in 12°, pp. 96. Esemplare della Université François Rabelais;

1740, Paris, Prault père, in 12°, pp. 95 [1]. Esemplare della Médiathèque Elisabeth et Roger Vailland, Bourg-en-Bresse;

1743, Paris, Prault, in 12°, pp. 95 [1]. Esemplare della BNF. Bibliografia relativa: Caillet III 7829;

1761 e 1772, Paris, P. Prault, in 12°. Esemplare della Bibl. municipale Rouen;

1771 e 1778, Paris-Liége, Plomteux, in 8°, pp. 95 [1]. Esemplare della Bibl. municipale Amiens;

1855, 1867, 1870, Paris, Passard, in 16°, cc. [2], pp. 122, con il titolo Les prophéties perpétuelles très-curieuses et très certaines qui auront cours jusqu'a la fin des siècles: faites en France en 1268 par Thomas-Joseph Moult. Esemplari della BNF.

Caillet III 7829-8930 cita anche edizioni del 1740 (A Bruyères, chez la veuve Vivot), 1792 (Paris et Liège), 1709 (Napoli, Raymond); Dorbon 3193 cita un’edizione del 1780, Imprimé à Paris et se vend à Liège.

Edizioni in spagnolo:

1768, Santiago, en la imprenta de Ignacio Aguayo, a costa de un curioso, in 12°, A-D8, pp. 64, con il titolo Pronostico, i observaciones astrologicas perpetuas, mui curiosas, i mui ciertas de Thomas Joseph Moult [...]; traducidas de frances, al español por Francisco Alonso, i Alvarez; que tendrán su principio en el año 1521, i seguiran hasta el de 2024, i despues, siguiendo los Numeros Solares [...] hasta el fin de los Siglos. Esemplare della Real Academia de la Historia, Madrid;

1812, La Coruña, en la imprenta de Manuel Maria de Vila, traduzione di Francisco Alonso y Alvarez, in 12°, pp. 92 e 1 carta contenente incisioni. Esemplare dell’Instituto de Estudios Gallegos Padre Sarmiento, Santiago de Compostela.