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★ Munhoz De Abreu e Castelo Blanco, Anselmo Caetano [XVIII secolo]. Oraculo prophetico, prolegomeno da teratologia, ou historia prodigiosa, Em que se dà completa noticia de todos os monstros, composto, para confuzao de pessoas ignorantes, satisfaçaõ de homens sabios, exterminio de prophecias falsas, e explicaçaõ de verdadeiras prophecias. Parte Primeira Em que se exterminaõ as prophecias falsas. Consagrada a Marte, como quinto entre os planetas. Por Anselmo Caetano Munhós de Avreu Gusmaõ e Castellobranco. Doutor pela Universidade de Coimbra, Familiar do Santo Officio, e natural da Villa de Soure. Lisboa Occidental: Na nova Officina de Mauricio Vicente de Almeida, morador nos Sete Cotovelos junto a S. Mamede. M.DCC.XXXIII (1733). Com todas as licenças necessarias.

In 4° (20 cm), A-N4, pp. 96. Capilettera e testatine xilografici. Note a stampa al margine. La dedica, a pagina 4, è datata Lisboa Occidental 31. de Julho de 1733.

Ho visto solo qualche pagina della Parte Primeira di questo rarissimo libro e, da quello che ho potuto comprendere, tratta prevalentemente di fenomeni straordinari di varia natura e di nascite mostruose, utilizzate da altri per far profezie, contestate dall’Autore. La dedica a soggetto indeterminato è però in realtà destinata al Planeta Quinto, cioè a Marte (non va dimenticato che in astrologia il Sole è considerato pianeta), ed è cosa abbastanza curiosa, così come è curiosa la definizione di Marte quale infortuna menor a mayor fortuna. Altro tema appartenente alla disciplina astrologica sembra quello che occupa le ultime pagine del testo: vi si parla delle comete, che vengono definite lingoas, e vozes de Deos, o, altrove, monstros celestes. I tre esemplari che risultano presenti nelle biblioteche sul web attestano l’esistenza della sola Parte Primeira ed è dunque probabile che la seconda parte non sia mai stata scritta, o, se scritta, mai pubblicata.

Esemplari: Bibl. Nacional de Portugal (2, limitatamente alla Parte Primeira); Newberry Library, Chicago (solo la Parte Primeira).

L'immagine è tratta dalla copia della Newberry Library e mi è stata trasmessa dal suo Curator Emeritus Paul F. Gehl.