<<   N. 965 bis   >>

★ Bonarelli [Della Rovere], Guidobaldo (o Guidubaldo) [1563-1608]. Discorsi del Sig. Conte Guidobaldo Bonarelli, Accademico Intrepido, in difesa del doppio Amore della sua Celia. All’Illustrissimo, & Reuerendissimo Signore Cardinale Spinola, della medesima Accademia Dedicati. In Ancona, Appresso Marco Saluioni. MDCXII (1612). Con licenza de Svperiori. [Al verso di Ee3: In Ancona, Appresso Marco Saluioni. MDCXII (1612). Con licenza de’ Superiori].

Prima edizione.

Di questa edizione furono fatte 4 diverse tirature, che di seguito descrivo: ignoro tuttavia la loro successione nel tempo. Nessuna delle 4 tirature deve considerarsi incompleta; la più “ricca” comunque è quella descritta infra sub 4), che manca del solo occhietto e ha sia l’antiporta sia il frontespizio, nonché entrambe le poesie di Gualengo e Imperiale. L’indicazione degli esemplari presenti nelle biblioteche online è limitata a quelli digitalizzati (e che dunque ho verificato) e a quelle altre, pochissime, copie cui è data descrizione dalla quale ho potuto ricavare l’appartenenza a una o all’altra tiratura.

Elementi presenti in tutte le tirature: in 4° (20 cm circa); dedica di Ottavio Tieghi datata Di Ferrara di xi. d’Agosto 1612 in [☩]3 recto. Carattere corsivo. Note a stampa al margine. Capilettera xilografici. Indice analitico.

1) Segnatura e paginazione: [☩]6 ☩☩4 ☩☩☩6 A-Z4 Aa-Ee4, cc. [16], pp. 221 [1], cc. [1 bianca]. Frontespizio in cornice xilografica con titolo e fregio; i verso della prima carta e della carta ☩☩☩6 sono bianchi. La dedica è seguita da una poesia dell’Accademico Marchese Galeazzo Gualengo. Esemplari: Bibl. naz. Centrale Firenze; Bibl. Universitaria Alessandrina Roma; Seminario Diocesano di Concordia; Duke University.

2) Segnatura e paginazione: [☩]6 ☩☩4 ☩☩☩6 A-Z4 Aa-Ee4, cc. [16], pp. 221 [1], cc. [1 bianca]. Frontespizio in cornice xilografica con titolo e fregio. Occhietto. Dopo la dedica e la lettera ai lettori, poesie di Galeazzo Gualengo e Giovan Vincenzo Imperiale. Esemplari (non esaustivamente): Bayerische Staatsbibliothek München; Bibl. Seminario Vescovile Facoltà Teologica del Triveneto, Padova; Fondazione Cariparma Busseto; Bibl. Statale del Monumento Nazionale di Montecassino.

3) Segnatura e paginazione: [☩]4 ☩☩4 ☩☩☩6 A-Z4 Aa-Ee4, cc. [14], pp. 221 [1], cc. [1 bianca]. Frontespizio in cornice xilografica con titolo e fregio. Dopo la dedica, poesia del Marchese Vincenzo Gualengo. Esemplari: Bayerische Staatsbibliothek München; Bibl. Naz. Marciana Venezia; Fondazione Luigi Firpo Torino e altre 17 copie in 15 biblioteche in ICCU.

4) Segnatura e paginazione: [☩]6 ☩☩4 ☩☩☩6 A-Z4 Aa-Ee4, cc. [16], pp. 221 [1], cc. [1 bianca]. Antiporta incisa in rame da Vincenzo Ricci e Gaspare Grispoldi. Frontespizio in cornice xilografica con titolo e fregio (l’una e l’altro bianchi al verso); dopo la dedica e la lettera ai lettori, poesie del Marchese Vincenzo Gualengo e di Giovan Vincenzo Imperiale. [☩]6 e ☩☩☩6 bianche al verso. Esemplari: Österreichische Nationalbibliothek Wien; Bibl. Com. Benincasa Ancona; Bibl. Diocesana Ascoli Piceno; Bibl. Prov. Salerno; Bibl. Padre Clemente Benedettucci Recanati; National Library of Scotland. Bibliografia relativa: Piantanida 4175.

Bibliografia (senza distinzione, però, tra le diverse segnature): Bruni Evans 813.

Quest’opera, pubblicata postuma, non ha in realtà nulla a che fare con la disciplina astrologica, ma ne do conto perché tra le pagine 28 e 34 l’Autore tratta di essa sotto il profilo dell’intesa fra amanti. E’ quella che in astrologia prende il nome, di evidente origine greca, di sinastria. Sembrerà strano, soprattutto oggi, che gli astrologi antichi non se ne siano occupati sistematicamente, ma è proprio così. Il solo testo che a memoria (tra le varie centinaia che ho letto) che tratti (molto brevemente) di sinastria, cioè di rapporti d’amore facili o difficili tra le persone, è quello di Giovanni Battista Manso, I paradossi dell’amore, pubblicato a Milano solo 4 anni prima (scheda n. 4854). Come ho scritto, comunque, l’opera non può ciononostante definirsi astrologica, perché il suo tema è costituito dall’amore e più in particolare dal pensiero dell’Autore secondo cui ben si possono amare due persone contemporaneamente e dello stesso sentimento. Concetto per l’epoca assolutamente scandaloso, ciò che, fra mille altre cose, dimostra quanto l’opinione umana muti nel tempo, anche radicalmente.

Altre edizioni:

- 1640 [Al colophon: In Roma, appresso Ludovico Grignani], in 12°, [☩]14 ☩☩6 A-I12, cc. [14], pp. 12, 213 [1], cc. [1 bianca]. Dedica al Cardinale Barberini. Esemplare, tra gli altri, della Bibl. Padre Clemente Benedettucci Recanati. Bibliografia relativa: Piantanida 4175;

- 1703, In Mantova, per Alberto Pazzoni, in 12°, [☩]8 A-S12 T6, cc. [8], 417 [1], cc. [12] [1 bianca]. Esemplari, fra gli altri: Bibl. Civica Giovanni Canna Casale Monferrato. Bibliografia relativa: Piantanida 4175.