<<   N. 2161 ter   >>

★ Deusa, Luis [XVII secolo]. Discvrso breve contra el Pronostico qve hizo el Frances Nostradamvs sobre el Año 1637. Sine notis [1637].

In folio (28 cm), senza segnatura, cc. [2]. 1 capilettera al recto della prima carta. 1 commento al margine sulla conversione dei numeri romani in numeri arabi. Il nome dell’Autore figura in calce alla plaquette.

Rarissima plaquette (manca a Palau!) dello sconosciuto Luis Deusa, che ritiene di rispondere a un pronostico di Nostradamus per l’anno 1637. Ho appena scritto “ritiene” perché nel 1637 Nostradamus era defunto da ben 71 anni (l’ultima opera di astrologia, a parte le infinite ristampe delle sue Centurie, è quella del 1571: scheda n. 5634) e Deusa l’ignora. La ragione dell’opera qui commentata è il Re di Francia Luigi XIII, cui Deusa esclude si possa attribuire, come invece Nostradamus afferma abbia fatto, il “ruolo” del massimo re del mondo. Tale “ruolo” compete invece secondo Deusa al Re di Spagna Filippo IV, come hanno riconosciuto gli astrologi Annibale Raimondo in un pronostico per l’anno 1571 (non l’ho mai trovato, purtroppo), Antonio Arquato in un pronostico per l’anno 1480 (non ho trovato neppure questo; il primo che ho potuto registrare è quello del 1490: scheda n. 373) e del misterioso e per me sconosciuto (come astrologo) Pedro Comestor, autore di Historia escolastica, edito nel 1534. Nessuna bibliografia è completa al 100 per 100, ma qualche dubbio su un eccesso di fantasia creativa da parte di Deusa mi è venuto. Quel che poi non si comprende chiaramente attraverso la lettura delle 4 pagine di questa plaquette è cosa ne pensi davvero Deusa della disciplina astrologica: nelle prime righe sposa senz’altro quella che definisce la tesi mediana (es la verdadera), propria fra gli altri di Sant’Agostino, ma nelle righe finali fornisce i dati di nascita del Re Filippo V e fa valutazioni di carattere indiscutibilmente astrologico (el trino de Marte, che assicura a Filippo grandi vittorie).

Esemplari: Bibl. de l’Estado Huesca.

La plaquette è citata anche dall’Ibernian Books al n. 26029.