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★ Liceto[i], Fortunio [1577-1657]. De Cometae An MDCLII. MDCLIII. Observationibvs Astronomicis, Evropa fere tota peractis, & omnia sideris accidentia degentibus: Loco Elementari Physice, Mathematiceque Demonstrato: Generatione Ex halitu terrestri sursum elato, & vi motuum caelestium ignito: Praesagiis Tam Naturali, quam Altiori Virtute fultis: Effectibvs Semper Magnis, & noxijs Humano generi, speciatimque Viris Excelsis: Collatione Ad Alios Cometas in multis admirandis proprietatibus: Responsvm Fortvnii Liceti Genvensis Ex L. Com. In Pat. Lyceo Med. Theorici Supremae Cathedrae. Cum triplici Indice, Capitum, Autorum, & rerum notabilium. Ad Illustrissimum & Amplissimum Virum Marchionem Fabivm Colloretvm. Vtini [Udine], ex Typographia Nicolai Schiratti, MDCLIII (1653). Svperiorvm Permissv.

In 4° (19.6 cm), a4 b6 A-Z4 Aa-Dd4, cc. [10], pp. 216. Stemma xilografico del dedicatario Fabio Colloreto o Collaredo al frontespizio. Note a stampa al margine. Il verso della prima carta è bianco. Capilettera incisi.

Fortunio Liceto nacque a Rapallo e fu professore a Padova. Medico e filosofo aristotelico, può considerarsi indubbiamente un eclettico, considerata la molteplicità dei temi trattati nei suoi numerosissimi scritti. Tra le sue opere possono ricordarsi il De Novis Astris et Cometis, trattato esclusivamente astronomico (Venezia, Guerilium, 1622 e in una successiva ristampa, 1623), il Controversiae de cometarum (Venezia, Gregorio Valentino, 1625), anch’esso esclusivamente astronomico, il Monstrorum caussis, opera di tecniche chirurgiche (Padova, Crivellari 1616) e il De Genera Viventium Ortu (Vicenza, Amadio, 1618), opera, quest’ultima, che tratta della germinazione spontanea ex putri (cioè da sostanze marcescenti) degli esseri viventi, nonché della generazione dei funghi, e, infine, l’altro trattato astronomico De lvnae svboscura lvce (Vtini [Udine], Typis Nicolai Schiratti, 1642).

Nell’opera in commento Liceto si occupa delle comete sotto profili fisico-matematico-astronomici e in particolare della cometa oggetto non periodica, scoperta da Jan de Riebeeck in Sudafrica il 17 dicembre 1652. Rinvio all’indice specifico e alla scheda n. 343 di Andrea Argoli, nella quale ho raccolto i nomi degli astrologi e astronomi che ne scrissero e dei quali ho descritto le opere.

Liceto cita numerosi scienziati quali Tycho Brahe, Gassend, Glorioso, Stevin e Galileo, del quale ultimo era amico e con cui ebbe una ricca corrispondenza. Si occupa anche della incidenza delle comete sulla vita terrestre e, in particolare, dalla pagina 206 in fine, di questi corpi celesti come apportatori di mali e di eventi sfortunati, secondo la tradizione classica dell’astrologia.

Esemplari: BNF; Observatoire de Paris; Bibliothèque Mazarine, Paris; Bibliothèque municipale, Amiens; Bibliothèque Interuniversitaire Sainte Geneviève, Paris; Koninklijke Bibliotheek; Österreichische Nationalbibliothek Wien; Bibl. Naz. Centr. Vittorio Emanuele II, Roma; Bibl. Polo Medicina Legale Univ. Padova; Bibl. Naz. Sagarriga Visconti Volpi, Bari (2); Biblioteca Nacional Madrid; Museum of the History of Science Library, Stack, Oxford; Koninklije Bibliotheek, Den Haag; Harvard University, Houghton Library; Columbia University, New York; University of Toronto, Thomas Fisher Rare Book.

Bibliografia: Riccardi I 2 40; Grassi p. 410.